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CUL Cultura a tavola

La pasta ha radici antiche, ma non un solo luogo d’origine

Quando porti in tavola un piatto di pasta, la sua storia sembra tutta italiana. Le tracce, però, raccontano un percorso più antico e mediterraneo, con una distinzione importante tra pasta fresca e pasta secca.

Di Giulia Bellandi · · 2 min di lettura

Mucchio di farina con uova al centro e nidi di pasta fresca su tavolo in legno

Non è semplice indicare un popolo o una data come origine della pasta: impasti di cereali e acqua esistevano in diverse culture, ma non tutti corrispondono alla pasta che conosciamo oggi. Le testimonianze aiutano a distinguere le preparazioni antiche dalla pasta secca, che nel Medioevo si affermò anche grazie alla Sicilia. Ricostruire queste tappe significa leggere la cucina italiana come parte di scambi e trasformazioni più ampi, tema centrale della cultura gastronomica a tavola.

Che cosa intendiamo quando parliamo di pasta?

La parola “pasta” raccoglie preparazioni diverse: impasti di farina e acqua, sfoglie, strisce, ripieni e formati essiccati. Per ricostruirne l’origine conviene separare le attestazioni di impasti antichi dalla storia della pasta secca, fatta per conservarsi e circolare.

Le fonti greche e romane citate da Treccani attestano preparazioni che ricordano alcune forme di pasta: il poeta Aristofane menziona un impasto simile a un raviolo, mentre gli autori latini parlano di lagana, sfoglie o strisce di pasta. Sono antecedenti significativi, ma non equivalgono automaticamente a un piatto moderno.

La pasta è arrivata in Italia con Marco Polo?

La storia secondo cui Marco Polo avrebbe portato la pasta dalla Cina al suo ritorno nel 1295 è suggestiva, ma non regge come spiegazione dell’origine della pasta in Italia. Treccani segnala testimonianze mediterranee precedenti a quella data e ricorda che le preparazioni di pasta erano note già nell’antichità. Le tradizioni cinesi hanno una loro storia, ma non provano un’origine unica della pasta italiana.

Il punto utile è distinguere tra l’esistenza di impasti simili in luoghi diversi e la diffusione di tecniche e formati specifici. La storia della pasta non coincide con un singolo viaggio o con un solo inventore.

Perché la Sicilia è importante per la pasta secca?

La pasta secca di semola, ottenuta da semola di grano duro e acqua e poi essiccata, ha una storia distinta da quella delle sfoglie fresche. Il Museo della Pasta descrive la pasta secca come una preparazione di origine mediorientale che trovò in Italia un terreno favorevole e si sviluppò in diverse aree, a partire anche dalla Sicilia.

Un’attestazione concreta arriva dal geografo arabo al-Idrisi, che nel 1154 descrisse a Trabia, vicino a Palermo, una produzione di pasta. Questo documento colloca l’isola tra i centri medievali della lavorazione e della circolazione della pasta secca; non consente, da solo, di stabilire dove e quando sia stata inventata.

Come leggere le diverse tappe della sua storia?

Le tracce antiche mostrano che impasti e sfoglie simili alla pasta erano presenti nel Mediterraneo già prima del Medioevo. Le testimonianze medievali siciliane documentano invece la produzione di pasta essiccata e la sua diffusione. Nei secoli successivi, tecniche, formati e usi si sono diversificati nelle varie regioni italiane.

Questa distinzione evita due semplificazioni: attribuire tutta la pasta a un’unica origine geografica oppure confondere le preparazioni antiche con la pasta secca prodotta e conservata. Per raccontarne la storia, è più preciso seguire le fonti e specificare di quale tipo di pasta si parla.

Domande frequenti

La pasta è stata inventata in Cina?

In Cina esistevano tradizioni di preparazioni a base di impasti, ma questo non dimostra che la pasta italiana sia stata introdotta da lì. Le fonti citate da Treccani descrivono preparazioni simili alla pasta nel mondo greco e romano, anteriori al viaggio di Marco Polo. Non c’è quindi una prova che attribuisca a lui l’arrivo della pasta in Italia.

Gli Arabi hanno inventato la pasta secca?

Le fonti consultate non permettono di attribuire con certezza l’invenzione a un solo popolo. Il Museo della Pasta colloca lo sviluppo della pasta secca di semola in un percorso che parte dal Medio Oriente e si diffonde in Italia, con la Sicilia tra i luoghi decisivi. È più corretto parlare di scambi e sviluppo delle tecniche che di un’invenzione isolata.

Qual è la più antica testimonianza della pasta in Sicilia?

Una testimonianza medievale importante risale al 1154: il geografo al-Idrisi descrisse la produzione di pasta a Trabia, in Sicilia. Il Museo della Pasta ricorda questa attestazione nel suo percorso storico. È una prova della presenza e della lavorazione della pasta nell’isola a quella data, non la prova che la pasta sia nata lì.