La ricetta dell’amatriciana tradizionale da preparare a casa
Vuoi portare in tavola un’amatriciana riconoscibile, senza confondere la ricetta tradizionale con le tante varianti di casa? Qui trovi dosi per cinque persone, ordine dei passaggi e criteri per controllare il risultato.
Di Giulia Bellandi · · 5 min di lettura
Hai pomodori, pasta e pecorino, ma il dubbio è da dove cominciare e quanto guanciale usare. Una buona traccia è la ricetta della salsa rossa pubblicata dal Comune di Amatrice: indica ingredienti misurabili e una sequenza precisa, lasciando spazio a piccoli aggiustamenti di sale e peperoncino. La useremo come riferimento pratico, distinguendo ciò che appartiene alla ricetta documentata dalle preferenze personali, così puoi cucinare con criterio e capire perché ogni passaggio conta.
Quali ingredienti servono per l’amatriciana?
Per cinque persone, la ricetta rossa del Comune di Amatrice prende come riferimento 500 g di pasta e 125 g di guanciale. Prevede inoltre un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, un goccio di vino bianco secco, sale e pepe; per il pomodoro indica 6 o 7 San Marzano oppure 400 g di pelati. Il peperoncino è facoltativo. Puoi consultare dosi e procedimento nel disciplinare comunale della salsa all’amatriciana.
Il formaggio va grattugiato e aggiunto alla fine: la ricetta comunale indica il pecorino di Amatrice. Il disciplinare della «Amatriciana Tradizionale» STG, pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura, ammette il pecorino di tipo amatriciano oppure il Pecorino Romano DOP del Lazio. STG significa Specialità Tradizionale Garantita: la denominazione riguarda una preparazione che rispetta le condizioni del disciplinare, non ogni variante domestica. La scheda ministeriale specifica anche che il guanciale previsto deve avere una stagionatura minima di 90 giorni. Sono dettagli utili quando scegli il prodotto, non un motivo per rinunciare a cucinare se trovi una diversa disponibilità al banco.
Quali differenze ci sono tra le ricette di riferimento?
Le quantità possono variare da una fonte all’altra e vanno lette insieme alla porzione dichiarata. Una ricetta dell’Accademia Italiana della Cucina, per esempio, è calibrata su 4 persone: indica 400 g di spaghetti, 200 g di guanciale e 150 g di pecorino, con 6 o 7 pomodori San Marzano oppure una scatola di pelati. È una proporzione diversa da quella comunale, che parte da 500 g di pasta e 125 g di guanciale. Non sommare le dosi delle due ricette: scegli un riferimento e mantieni coerenti le proporzioni. La ricetta dell’Accademia è consultabile nel suo ricettario dedicato alla gricia e all’amatriciana.
Anche il formaggio può differire: quel ricettario indica 150 g per quattro persone, mentre il disciplinare comunale descrive l’aggiunta di pecorino senza fissare nel passaggio della ricetta rossa una quantità in grammi. Perciò, se vuoi replicare il riferimento dell’Accademia, pesa il formaggio; se segui il procedimento comunale, aggiungilo gradualmente e assaggia. L’obiettivo pratico è un condimento equilibrato, non una gara a chi usa più pecorino.
La versione rossa è quella che qui prepariamo. Il nome «amatriciana tradizionale» STG ha requisiti precisi, mentre nelle cucine di casa esistono interpretazioni personali. Il disciplinare europeo della denominazione esclude ingredienti come aglio, cipolla e pancetta dalla preparazione che si fregia della denominazione STG: se li aggiungi, stai scegliendo una variante e puoi chiamarla così senza presentarla come conforme a quel disciplinare. La stessa chiarezza vale per altre preparazioni tradizionali: nella rubrica dedicata alle ricette italiane trovi spazio per confrontare piatti diversi, mentre una pastella per preparare crêpes dolci o salate segue una logica e ingredienti del tutto differenti.
Come si prepara il sugo, senza bruciare il guanciale?
Taglia il guanciale a listarelle. Se ha la cotenna, rimuovila prima di cuocerlo; il disciplinare comunale consiglia di nettarlo e tagliarlo in pezzi allungati. Metti l’olio in padella e aggiungi il guanciale, tenendo il fuoco moderato. Lascialo rosolare finché il grasso diventa trasparente e la parte magra prende colore. L’indicazione importante del Comune è non farlo rosolare troppo: un guanciale bruciato diventa amaro e può dominare il condimento.
Versa il vino bianco e lascia evaporare la parte alcolica. Se lo desideri, aggiungi un pezzetto di peperoncino e pepe nero. Il vino non deve trasformare il sugo in una salsa acquosa: quando l’odore pungente è svanito e il fondo è tornato a sfrigolare dolcemente, unisci i pomodori. Se usi pelati interi, schiacciali con una forchetta; se sono già a pezzi, controlla che i frammenti non siano troppo grandi. Cuoci a fuoco basso finché il pomodoro si addensa e il grasso del guanciale si distribuisce nella salsa.
La ricetta comunale suggerisce di togliere temporaneamente le listarelle dalla padella mentre il pomodoro cuoce e di tenerle da parte, possibilmente al caldo. Questo aiuta a non cuocerle eccessivamente. Riuniscile al sugo verso la fine: devono restare saporite e distinguibili, non disfarsi nella salsa. Se il pomodoro è molto acido, non correggere automaticamente con zucchero; prosegui la cottura e assaggia prima di decidere se occorre un aggiustamento.
Come cuocere e mantecare la pasta?
Porta a ebollizione una pentola capiente d’acqua, sala con moderazione e cuoci gli spaghetti seguendo il tempo indicato sulla confezione, ma assaggiali prima del termine. Il pecorino e il guanciale sono già sapidi, perciò l’acqua non deve risultare aggressivamente salata. Prima di scolare, conserva una tazza di acqua di cottura: contiene amido e può aiutare a legare pasta e salsa.
Trasferisci gli spaghetti nel tegame con il sugo quando sono ancora al dente. Mescola e completa la cottura per un breve tratto, aggiungendo poca acqua di cottura se la salsa è troppo densa. Spegni il fuoco o abbassalo al minimo prima di incorporare il pecorino grattugiato, poco per volta. Se lo aggiungi su una fiamma alta, può raggrumarsi invece di distribuirsi. La consistenza cercata è avvolgente: il condimento aderisce alla pasta, senza formare una pozza liquida sul fondo.
Come riconoscere un risultato ben riuscito?
Osserva prima la padella: il pomodoro deve avere un colore rosso vivo o più intenso secondo la cottura, il guanciale deve essere presente in ogni porzione e la salsa non deve separarsi in uno strato d’olio. Poi assaggia un filo di pasta con un pezzetto di guanciale. Dovresti percepire insieme la sapidità del salume e del pecorino, l’acidità del pomodoro e, se lo hai usato, un piccante misurato.
Se il piatto è asciutto, aggiungi un cucchiaio d’acqua di cottura e mescola; se è troppo fluido, lascialo restringere ancora brevemente prima di unire il formaggio. Se il sapore è troppo salato, non aggiungere altro pecorino e controlla la quantità di sale dell’acqua la prossima volta. Servi subito: una volta raffreddata, la salsa si addensa e la pasta continua ad assorbire umidità. Le dosi sono un punto di partenza controllabile; la correzione finale dipende dalla sapidità concreta dei prodotti che hai acquistato.
Domande frequenti
Si può usare la pancetta al posto del guanciale?
La pancetta può dare un condimento gustoso, ma non è lo stesso ingrediente: cambia la parte del maiale, la struttura del grasso e il sapore. Per seguire la ricetta tradizionale, scegli il guanciale. Se usi pancetta per necessità o preferenza, considera il risultato una variante personale e assaggia prima di aggiungere sale, perché il salume e il pecorino contribuiscono già alla sapidità.
Quale formato di pasta è adatto all’amatriciana?
La ricetta comunale cita gli spaghetti, mentre la pasta all’amatriciana si trova anche con formati come bucatini e rigatoni. Gli spaghetti offrono una scelta lineare e aderente al riferimento del Comune; un formato cavo o rigato trattiene più salsa nelle cavità. In ogni caso, cuoci la pasta al dente e termina la mantecatura in padella.
Il peperoncino è obbligatorio?
No: nella ricetta del Comune di Amatrice il peperoncino è indicato come eventuale. Puoi ometterlo o usarne un pezzetto, regolando la quantità secondo la sua intensità e il tuo gusto. Aggiungilo durante la cottura del guanciale e assaggia il sugo prima di servire, così il piccante non copre il sapore del pomodoro, del pecorino e del salume.